Ragnatele
Raccogli tele di ragno,
tra le mani...
per farne un vestito alla tua donna.
Tessi al telaio... del dolore...
frammenti di rovi...
sangue malsano raccogli...
in otri di vetro variopinto.
Non avrai più ricordo ormai!
Ora che scomponi miscugli di nodi...
di corda sfilacciata...
e sorsi di veleno bevi lentamente...
a cancellare... il respiro e la memoria.
Raccogli... pietre di ossidiana...
a creare... per lei... una collana d sofferenza,
con pendagli acuminati...
a reciderle il seno e graffiarle il collo..
e ancora il sale tra il sale delle lacrime...
a discernere co voluta avidità...
riversando il tuo sperma nella sua vagina...
solo per amore... soltanto per questo amore!
Non avrai più memoria ormai!
Ora che dissipi brume sconosciute...
e piovaschi... accogli... nello sguardo...
per dimenticarla... dimenticarti...
per dimenticare... il suo amore e la sua morte.
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano25 luglio 2008
C'è tanta sofferenza in questa lirica bellissima, l'amore a volte è tagliente e duro e i ricordi sono lancinanti...
S
Silvia Po25 luglio 2008
Vestirla di tela di ragno. Donarle una collana di sofferenza. Ferirla e averla, per poi dimenticare il suo amore e la sua morte. In questa ambivalente e personale espressione d'amore noto che l'autore ha buona dimestichezza con le parole; proprio per questo avrei preferito riscontrare una lettura più allusiva e metaforica del verso 19, in cui l'espressione dell'atto d'amore così prosastica - a mio parere - stona con gli altri versi.
