Evanescenze
Pane salato ho mangiato,
vino bianco ho bevuto,
per saziare questo mio corpo esausto.
Sotto il querceto antico,
ho sentito aliti di vento sulla pelle,
paesaggi infiniti cogliere negli occhi.
Avrò bisogno di secoli,
per riposare le mie membra,
di un sonno profondo nell'oblìo,
di attimi incomensurabili,
per rallentare questo mio cuore impazzito.
Ho potato il melograno dai frutti vermigli,
con falce arruginita,
con pane di segale ho accompagnato,
l'umile cena di lenticchie.
Al tramonto, davanti al camino,
avrò bisogno di cepp di rovere,
da ardere,
per attizzare un fuoco intenso,
che possa penetrarmi fini alle ossa.
Fermarmi e sognare.
Dimenticare!
©
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