Anosmia
Ti cerco nel ricordo del profumo del caffè
alle sette del mattino, del pino italico
in primavera a trafiggermi la mente
e dell’umido della pioggia sul selciato,
ma nel senso dell’assenza
mi perdo.
Ho imparato a credere che non sia poi
così importante che il cibo andato a male
mi avvisi in tempo di non mangiare
e ho scacciato la paura del gas e del fuoco,
finalmente liberi di prendermi alle spalle.
Ho imparato a fingere di poter scegliere
tra mille gusti di gelato tutti uguali
e a dire buono per cortesia ad una cena.
So che lo zero può essere per sempre
e per questo tuo ritorno inaspettato
metto allora il vestito a festa, sul tavolo
la tovaglia a fiori di quando c’eri ancora,
preparo il pranzo più invitante che ci sia
e apro il vino buono.
Divoro tutto quanto in un respiro
per fare dono - da domani - alla memoria.
©
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