La mia isola
Mari infiniti, montagne sperdute
incallita da un misero servo
addolcita da un povero amico
distrutta da un unico tempo...
Dolce fu per me il calar della notte
...ed il risvegliar del giorno
che si mostrò ai quattro venti
misera, lugubre... ansiosa di vivere...
Mai più toccheranno sì mirabil terra,
che preziosa adorna i miei pensieri,
e con i suoi irti boschi e le sue erbe
grida libertà vera, sognata e mai appagata...
©
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