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Introspezione 21 agosto 2008 · lettura 1 min · 1679 letture

Accidia e Verità

Atteone 56 poesie pubblicate
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Ho vomitato grumi di Dolore dal davanzale dei tuoi occhi infradiciati di voglia. Sotto lo scialle arcano dell’Oblio ho appagato la mia sete di tellurico Silenzio sigillando le gravi ante dell’Accidia prima che appestasse tutto il mio Sentire. Le fugaci Grazie del Tempo ho affidato a parole migratrici interpretando auspici di Eternità oltre i cieli inquieti della Percezione. Naufragando nelle tue vene tumide di vita ho s- velato albori di Innocenza sul viso gentile levigato dalla bramosia. Mi sono ridestato madido di Verità alla luce dei tuoi occhi bambini. Affondati gli scafandri dell’Aldiqua ti ho posseduta dolcemente un attimo prima che il tenero Nulla mi espugnasse per sempre.
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L'autore
Atteone

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Commenti (4)

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Rosy Marchettini21 agosto 2008

Poesia bellissima, profonda che mi è entrata nelle vene e mi ha fatto sussultare! Non trovo le giuste parole per commentare questi versi empi di significati. Posso solamente dire che è di straordinaria bellezza!

Frammento21 agosto 2008

...eppure io ci leggo amarezza...forse perché uno stato di Dolore così dolce non lo so afferrare...o forse non voglio... Ma bella...nel suo tutto che quasi mi sveste...

ogni parola che definisca questa poesia è inferiore a ciò che la poesia suscita. Se il fare della poesia è farci tremare dentro, scuotere il nostro io, aiutarci a scandagliare in profondità ciò che non si vede in superficie, ecco questa è la poesia perfetta. Apprezzata e riletta, da conservare con molta cura.

S
Silvia Po23 agosto 2008

Versi molto profondi, di una profondità che emana dall'anima, e che purtroppo non sempre trova scolo in anime dello stesso spessore. Bellissimo il viaggio interiore descritto, in cui è il nulla ad aprire la porta.