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Sociale 23 agosto 2008 · lettura 1 min · 4437 letture

Blackout

Jutta Ruhnke 165 poesie pubblicate
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Non ho più parole, non so più cosa dire, cosa rispondere. Non riesco più a seguire i discorsi altrui. Il cervello va per conto suo, distaccato, io lo osservo, manca la connessione. Cosi mi sembra. Mi prema dirlo: Non so più chi sono. e soprattutto non so più chi sono gli altri. Corto circuito. Esiste un guasto. Tutti corrono per aiutare, tanti consigli vuoti, già sentiti centinaia di volte. Solite parole, solita gente. In questo Blackout, finalmente... mi posso realizzare.
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Quante volte mi sento a mandare in Cina le persone che hanno sempre un consiglio pronto. Quelle che pensano di sapere tutto, di poter giudicare, senza conoscere nel profondo il prossimo. Qui ho letto dei commenti che mi parlano dall'anima. E' bello vedere che non sono solo io a pensare in questo modo. Viva la riflessione. Grazie a tutti voi che con i vostri commenti mi fate riflettere!28 agosto 2008
L'autore
Jutta Ruhnke

Sono nata in Nord Germania nell’Aprile 1966 e dal 1995 residente in Italia in provincia di Pordenone. Ho iniziato a scrivere per un sogno, per l'amore verso il pensiero e verso la parola, riempiendo un foglio puro che non aspetta altro che perdere la sua verginità. Una grande soddisfazione di comunicare in solitudine c

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Commenti (6)

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Josy23 agosto 2008

A volte per ritrovare se stessi bisogna staccarsi da una sociètà piena di frasi fatte, consigli banali di tanta ipocrisia. allora ben venga questo balckout della mente per raggiungere valori più autentici una vita più appagante. Piaciuta!

Paolo Ursaia23 agosto 2008

Intensa, intima... una riflessione ad alta voce, lineare, che raggiunge il lettore ed induce a meditare... Molto piaciuta

Jo Spurs23 agosto 2008

a furia di ricevere ordini travestiti da consigli è facile far tilt. se ci fate caso sempre più spesso si parla il linguaggio della pubblicità invece che un linguaggio più consono e... liquido. anche in alcune poesie che ho letto qua pullulano immagini ma scarseggiano i "graffi" che esse lasciano. è una poesia che lascia "con la lingua di fuori", comunque. !

Anna Maria Obadon23 agosto 2008

In questo mondo di esperti, veri o presunti, fa veramente bene staccare la spina e tornare ad agire autonomamente perché nessuno può conoscerci meglio di noi stessi. Un Black out è spesso salutare. Condivisa appieno e piaciuta

Berta Biagini23 agosto 2008

Versi che mi hanno fatto pensare anche al morbo di Alzheimer - anche se il pensiero nella chiusa sembrerebbe impossibile.

Rosy Marchettini25 agosto 2008

poesia VERA in tutti i sensi! Versi che sono una ribellione a molteplici gesti compiuti e ricompiuti, a parole dette e ridette! Il dolore, il caos della mente appartiene solo a noi e solo noi da soli con la nostra forza possiamo metabolzzare il dolore ed uscire dal nostro blackout! come sempre Jutta! Aprezzatissima questa tua poesia!