Appena sussurrata per pudore
Se vuoi riaver l'amore
che illuminava i tuoi sogni
di fanciulla,
non guardare al mare
o chiedere conforto
all'indolente luna,
prendi quello che sta in me
senza lacerarlo con sterili parole
o disperderlo nell'inutilità del quotidiano
e degli inviti.
Se capirai ciò che m'invadeva
quando i nostri sguardi si univano
nell'ora dell'amore...
allora torna e prendimi,
la notte,
fammi tuo con sentimento
quando labbra e pelle ti rammenteranno
con tenera maestà,
quale splendido altare
e magnifica ossessione sei per me.
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Commenti (4)
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Mario Bugli24 agosto 2008
Molto vera questa poesia... talvolta non sappiamo vedere la strada maestra e ci perdiamo in inutili angosce o compiaciuti dolori!
Berta Biagini24 agosto 2008
Un gioiello questi versi che sembra abbiano quasi timore di volersi far sentire. Molta gradita.
I
Iris26 agosto 2008
versi intensi per descrivere un grande amore, delicato eppur forte, dolce e pur amaro, per l'impossibilità forse di viverlo in pienezza! Incantata
Rosy Marchettini27 agosto 2008
Meravigliosa poesia, i cui versi si fanno leggere tutti d'un fiato, versi mirabilmente fusi l'uno con l'altro, come dolci note suonate su di un pianoforte da un gran Maerstro! Piaciuta intensamente!


