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Impressioni 31 agosto 2008 · lettura 2 min · 3272 letture

Venezia

Pio De Michelis 53 poesie pubblicate
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Lesto il treno fischiando corre, e veder gia si fanno i domiciliar focolari su onde erti, e le vie dell'acqua che popolate appaiono. L'aer che si sente di soavita' profuma, che' culla all'amor la lagunar cittade per tanti cor fece. La gente d'ogni specie senza remora alcuna di qua e di la' si mischia, il fraterno amor vivendo. Lungo lo canal Grande, sotto lo famoso ponte, odir ancor si puo' il sospir gemente, di coloro che alle carceri dimor prendeano. Che duol le arme loro pervader dovea al pensar quel tristo avvenir! Ma lieti del lor viver allor, com'ora, volan i colombi che zuffar di tanto in tanto vedonsi per briciole contendersi. Nella piazza che il nome del Leon della fede porta, i lumi fissi restano a mirar la Chiesa che tanti figli in se accoglie. E nelle strette calle in cui faticar per passar si deve, ancor l'anziana donna le robe appen lavate stende, e quell'ambrosia soave si sente e ai di' passati il cor rimanda; a tal viste il cor s'allegra. E quando il sol all'orizzonte more, e nemmeno il fruscio del vento disturbar puo', mirando quel gondolier che cauto i gitanti porta, pensar viene di come bella sia Natura, che deliziar con tali frutti i nostri occhi vole.
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L'autore
Pio De Michelis

Al secolo Salvatore B. nasce nel 1989 a Caltanissetta, nel centro dell'assolata Sicilia. Attende agli studi tecnici presso l'Istituto Tecnico Industriale del suo paese natale e nel Marzo del 2011 consegue la laurea triennale in Ingegneria elettrica presso l'Universita' di Palermo. Accanito sostenitore dell'amore d'alt

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Commenti (2)

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immagini della vita quotidiana di Venezia descritte molto bene dall'autore è bella l'imagine delle donne con la biancheria, vero Venezia è così

G
Gianluca Perosino10 settembre 2008

Un linguaggio in grado di trasformare qualunque cosa in arte. Pregevolissima la scelta dei "lumi" per indicare gli occhi, che sembrano in qualche modo ricordare le teorie delle vecchie filosofie metafisiche in cui era l'elemento del fuoco a dare alla vista il suo potere. Così è attraverso questo fuoco che Venezia può diventare, ancora, poesia.