Vile
ho sbagliato ancora
ho atteso il fiato
che non è mai uscito
ad ogni carezza
ho teso di più il braccio
più distante il tuo volto
più vacillante io
ho rotto il mio silenzo
senza emettere altro suono
che quello della carbonite
ed ora urlo nel silenzio dell'etere
l'odio verso la mia viltà
e non posso raccontare
di averti amata
non posso tenderti la mano
o accarezzarti ancora
o provare finalmente
il dolce gusto delle tue labbra
io vile!
solo ora
trovo le parole da dirti
i gesti da fare
la poesia da dedicarti
il silenzio per contemplarti
©
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