Frank buhll
Si chiamava Franco Bullone
e tutti lo prendevano in giro
per quel nome strano
-Mangiava aria e miseria
masticate al silenzio
...beveva il pianto delle ironie
-Aveva anche un'amore
che non lo completava
anzi gli sottraeva la poca pace
nascosta tra mura insulse
di povertà tramandata
-Giocava d'anticipo
con un sorriso strano
a spezzare l'ilarità
degli implacabili
-Cercò vano nelle intemperie
qualche ruggine per confondersi
tra cose inutili e con esse quel nome
lontano da ogni prestigio
-Un giorno passò una rondine
lo esortò a partire
...se ne andò in America
e si chiamò Franak Buhll
-Con nuova identità
e l'affetto d'altra madre terra
trovò sentieri che in tempo breve
lo portarono alla vetta più alta
-Passarono gli anni
e una sera si ricordò
del natio nefasto luogo
lo pensò come una virgola anomala
posta infinita pausa sul male,
sputò per terra e con una penna
fece un grosso lago nero
su una cartina geografica
poi in mezzo una croce
-Seppi la storia e mi venne
al solito lapidario da dire
...tanti emigranti hanno una bomba
di nostalgià nascosta nel cuore
pronta ad esplodere
e la miccia è lo sguardo nei posti d'origine,
ecco perché di tanti si è perso ogni traccia
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Commenti (1)
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Antonio Biancolillo5 settembre 2008
La nuova terra per ritrovare se stesso, non più smarrito e deriso dall'amore natio. Voleva amore e non derisione, voleva amare e non si ritrovava. Un ritornare negato dalla sua mente e forse anche dai ricordi. Piaciuta
