Inadattabili disadattati
Notti insonni
animosamente trascorse
in dialoghi infiniti
sui massimi sistemi
inadattabili disadattati
affascinati dalle stelle
sulla scia dei sogni
uscivamo dal tempo
lenta si sfaldava
la giovanile coesione
e sempre più le nostre utopie
c'apparivano illusioni
ogni giorno più stranieri
in mezzo alle situazioni
avanzavamo incerti
in perenne bilico
fra quanto sentivamo
e ciò che dovevamo
unica la matrice
diversi i destini
ci sentivamo allo sbando
anelanti un equilibrio
destini tragici
di autodistruzione e morte
destini introspettivi
di distaccata solitudine
ma tutti fuori
della via maestra
cuori liberi e ribelli
insofferenti alle catene.
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Commenti (1)
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mp47pasquino7 settembre 2008
E' come se avessi letto un po' della mia vita, negli gli anni del sessantotto, la rabbia sempre presente che ci spronava e credevamo che i vecchi che ci governavano fossero tutte bestie senza cuore, ci incitavamo alla ribellione al riequilibrio sociale ci appellavamo alla meritocrazia, alla considerazione dell'individuo e che ogni individuo fosse libero di porre le sue basi e costruire un nuovo mondo... e Oggi quanti di noi o di loro hanno cambiato il mondo? Oggi forse stiamo peggio di quando stavamo peggio non possiamo prenderci il lusso di fare condivisione o di fare elemosine, molti di noi sono il frutto della nuova era "I poveri del rerzo millennio". Grazie della poesia a ben rileggerti
