E fu'
E fu' un giorno di fine marzo o forse era aprile,
che mi chiusi nel cielo della mia stanza
e vidi il grande mio avere.
Ricordi gioiosi e pieni di affetto che non moriranno mai...
Saranno con me come la mia anima, il mio pensare,
la mia coscienza...
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L'autore
Marco Marine
Appassionato di calcio musica e fumetti.lavora.da giovanissimo nelle ferrovie italiane,ispirazione di poeti e cantanti.Aquilano ha vissuto il grande.sisma che ha colpito la.città abbruzzese.salvandosi con i suoi cari. È sempre alla ricerca di un centro di gravità.
Commenti (1)
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Stellaerratica10 settembre 2008
scivola bene la lettura di questi versi forse un po' lunghi. a mio gusto personale, i puntini forse non rendono giustizia a questa poesia profonda che ricorda quanto importanti per noi sono i ricordi della nostra famiglia. noi ne siamo pregni, ci accompagnano, cullano e ci fanno da stanza, stanza in cui rifugiarci... bella.
