Radio vaticano
Voce dall'etereo
e condanni la voglia di un minuto
che punisce il ventre da tre mesi
un ingombro da sbarazzo
nelle discariche del mondo
ma....
a te bastano sermoni
scopano le antenne
vanno nelle case
accolti da
quattro geroglifici di mano
circo alla fronte
mano sulle labbra
e Dio va in silenzio
Nella rada pianura
di alberi di ferro
la morte è una faina
corre al sangue caldo
liscia i tetti e
muta il miele della voce
in pece
si incollano le vite
alla tecnologia
Tu che ti professi padre
lontano dalle cosce trappole
che hai distribuito
spegni quella radio
che fa eco col rimbalzo
delle onde del male
su quel bambino calvo
che manco nato già hai chiesto
in sacrificio i germogli
sul pensiero chiuso
Ma forse per te la voce
fa perdere una pecora
e manda un'intero gregge
nella staccionata
dove facile è il controllo
.......amen......................
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Da:Vetriolo
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca13 febbraio 2006
Sei grande, fare poesia è testimoniare, spargere il sale sulle ferite. é tanto che non leggo una poesia così coraggiosa audace continua così