Homo faber
Ve ne prego
vi imploro in ginocchio
finitela di fare
avete già fatto abbastanza
dopo tanto fare
è il momento di riposare
di case
ne avete fatte fin troppe
le montagne
le avete tutte trivellate
di strade
avete tessuto una ragnatela
di macchine
è una fila infinita
che più non corrono
tanto sono in fila
le vostre città
sono un formicaio
e voi le formiche
sempre su e giù
e di quel folle andirivieni
chissà se ne sapete il perché
vi supplico
fermatevi dal fare
adesso fate i bravi
finitela di essere incoscienti
e fate i bravi bambini
per un giorno
per un mese
per un anno
fermatevi completamente
e guardate tutto quello che avete fatto
e chiedetevi per un attimo
ma perché c. l'abbiamo fatto?
Davvero tutto questo ci serviva?
O c'è forse qualcosa di troppo?
Dicono che chi si ferma è perduto
ma continuando di quel passo
sarete ugualmente perduti
allora tanto vale perdersi
stando fermi e senza fatica
fermatevi
e chiedetevi per un attimo
se tutto quello che fate
vi è davvero utile e necessario
e soprattutto
se vi fa star meglio
solo fermandovi
lo potrete capire
così come siete
siete un motore acceso
che va sempre avanti
per forza d'inerzia
e senza nessuna coscienza
fate quel che fate.
Per l'ultima volta vi supplico
finitela di fare
avete già fatto abbastanza
e poi infine
fate quel c. che volete
e lo farò anch'io
ma cercherò di starvi alla larga
siete troppo pericolosi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rosy Marchettini15 settembre 2008
Poesia di ribellione contro chi ha divorato il mondo. contro coloro che non rispettano la natura. Bella poesia piaciuta nel suo contenuto. o quel c puntato lo si esprimeva o è nutile che ci sia, è un rafforzativo, lo so, si poteva trovare o parola diversa ugualmente incisiva oppure scrivere le lettere che compongono la parola tutta. Aprrezzata moltissimo e condivisa.
