A te io chiedo
Rosa Leone
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Come quercia da saetta fu colpito
il corpo suo giovane e imponente
S'arrese a quel voler ch'era già scritto
così mi disse l'angel suo custode quella notte
portandolo con sè dentro al Tuo mondo
Or riposa tra terra e cielo e l'aria che respiro
ed ogni istante sa della sua essenza
Di lui rimangon forti l'emozioni
impresse a fuoco al cuore mio come un cesello
ancòrata sulla pelle cruda e inerme
l'immagine sua bella e ridente
Lontano dalla carezza dei miei occhi
il viso suo radioso
Privo ormai l'orecchio mio di gaie risa
che ancor rammenta l'eco suo vivace
Or naufraga nell'onda antica il pianto mio accorato
perché...perché... a Te chiedo e ancor non trovo pace
l'ali hai spezzato nel mezzo di quel ciel appena nato
che tutto s'ammantò a chiare luminose stelle
sul giunger suo a Te che l'hai creato
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L'autore
Rosa Leone
Nata 50 anni fa a Palermo, vivo a Brescia dall'eta' di 2 anni, sposata,casalinga, amo la poesia dai banchi di scuola..ma a cui da allora avevo dato riposo .. poi..un'evento molto spiacevole ha cambiato la mia vita, ed ho ritrovato un sano rifugio nella poesia.. Per me la poesia e'.. beh faccio prima a dirlo in vers
Commenti (1)
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Rosy Marchettini16 settembre 2008
Versi fantastici tremendamente dolorosi eppure bellissimi, come bellissima è la tua anima. Non piangere la tua solitudine non piangere la sua dipartita VIVI per te e per lui, che amava tanto la vita. Poesia meravigliosa. Coraggio Rosa, hai la forza, la grinta giusta per vivere come lui ti faceva vivere! ti sono molto vicina e ti sono amica davvero

