A non so chi
Non mi resta che scrivere,
invece che restare a consumare,
le già fragili parole,
che stentano a placare il mio tormento;
più penso e più non trovo cosa dire:
facile non è spiegare il sentimento.
Trovare le frasi per lodare,
per dire quale gioia mi sia in cuore,
c'è quasi un attimo di stupido gridare,
riempito di felicità e dolore,
un debole sentore di desio,
che esploda un giorno in un grande piacere,
solo un inizio, nascosto nel mio io,
lasciato andare in tutto il mio sapere.
A chi lo dico, se non so chi sia,
a chi lo grido, se certa non ne sono,
e allora scrivo, sperando in allegria,
perché non riesco a frenare il mio frastuono.
Grande è il pensiero e pieno di parole,
mentre ti guardo aspettare il grande evento,
domani, saranno frasi andate e sole,
sepolte insieme al mio fragile sgomento.
Non ci saranno più malinconie,
né semplici tensioni, né paura:
tutto rifulgerà, sospinto tra le vie,
tutto e null'altro che ti renda oscura.
Domani un nuovo essere vivrà,
attento tra le strade avviluppate,
per darci amore e poi felicità,
in mezzo alle paure attorcigliate .
Adriana e Marco hanno scritto un nuovo nome,
un volto nuovo hanno dato alla mia gente:
sarà il futuro a dirci quando e come,
per un presente che ancor non sa di niente.
Domani festa grande in ogni strada antica,
domani tutti a ridere e a scherzare:
un film che imprima la prima sua fatica
e un suono dolce per farcela cullare.
Nota dell'autore. la poesia è dedicata ad Adriana incinta
©
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