Parlata con la Morte
Pio De Michelis
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Sedea, e mirando
degli ugelli il volo,
meco ragionava sull'ultimo
fatal istante che dell'uom
la vita segna.
D'un tratto retro a me
un ombra apparve,
stranito in viso, mi voltai e
una donna candida in volto e
di bell'aspetto dietro mi stava,
avvolta in un celeste manto.
Timoroso domandai:"Chi se'?
Che' vieni ver me?"
Ella con fin favella dissemi:
"Timor non aver, son io la Morte,
paladina di giustizia,
e di voi mortal, signora"
Tremante per tal detto con Lei
a parlar presi: "Di' signora delle genti,
e di noi ultima porta, non eri con scure
alla mano, nera in viso,
e temibile al vederti?
Che' or m'appar tal bell'imago?"
"O uomo, uomo i mortal timorosi,
sgradevol mi videro, ma la mia real
natura è quella che a te rivelar volli."
Gaio di tal parole, lo mio cor quiete prese,
e in ascolto stetti:
"Io so' vostra sora morte,
che a braccio talun di voi prendo,
e da guida vo' facendovi,
nello cammin dello trapasso.
Al par d'un legno so',
che di passar da un all'altra riva del
rio permette, colpa alcuna ho del
dir che il Fattor dovra' all'arma di
talun di voi, con amor allor
ver me guardate, o voi dai savi cor,
reo è dunque colui che di me ha timor."
Sparita presto d'intorno era,
quella gradevol vista.
Da lungi udii, a lutto,
un suon di squilla;
qualchedun quella donna, con amor,
a se' stretto avea.
©
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L'autore
Pio De Michelis
Al secolo Salvatore B. nasce nel 1989 a Caltanissetta, nel centro dell'assolata Sicilia. Attende agli studi tecnici presso l'Istituto Tecnico Industriale del suo paese natale e nel Marzo del 2011 consegue la laurea triennale in Ingegneria elettrica presso l'Universita' di Palermo. Accanito sostenitore dell'amore d'alt
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