Sera
Come potrei parlar, se nel tuo sguardo
il mio s'annega in debito d'amore?
Ogni parola arretra e torna in gola:
è vana, se il mio corpo già ti parla;
arretra e piaga l'anima incapace
di darle luce quanta ne vorresti.
Una bugia smentita è forse vana?
Vorrei gridar quel no, per liberarmi
dal giogo che m'imponi, che mi impongo.
Per divertirmi o forse per capire
quant'altro amore tu potresti darmi.
Altri fonemi premono. Irrisolti.
diversi, eppure muti come i primi,
fatti di vino che non volli bere
e castagne rimaste nella cenere.
Il silenzio s'addice a questa luna.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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