Cuore oppresso
Abbandonati fredda e gelida,
come sai essere tu,
tra le siepi del cuore
Il silenzio non fa rumore.
Non provo più amore.
Una vittima mi chiede aiuto
ma io proseguo indifferente a tutto.
Devo combattere la mia battaglia,
e la mia mente che lo dice e
la mia mente non sbaglia.
Ho sofferto troppo,
ora sono io il male.
Voglio vedere tutti soffrire,
voglio udire le urla di coloro che stanno per perire.
Mentre cala la notte,
sento le vostre paure,
vedo nei vostri volti il terrore e
non posso far altro che gioire.
Sto arrivando...
Cammino verso di voi.
Urlo contro di voi.
Corro verso di voi.
Suono il mio violino,
la mia melodia la conoscete,
da millenni si spande oltre le alte vette.
I superstiti piangeranno,
il nero prediligo,
il nero useranno.
Candidi fiori spargeranno e vivranno
con l'angoscia nel non sapere
quando tornerò per loro.
Io sono colui che crea.
Io sono colui che distrugge.
Ciò che un tempo era mio
tornerà mio,
poiché io sono il vostro ed unico Dio.
©
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Commenti (1)
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B
Benito Ciarlo23 settembre 2008
Quanta differenza con la pazienza rassegnata di Giobbe! Egli diceva "Il Signore ha dato, il Signore ha tolto". Qui è direttamente Dio che rimedita il secondo diluvio... vista l'inutilità del primo.