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Sociale 22 settembre 2008 · lettura 2 min · 1923 letture

L'ultima parola

Jutta Ruhnke 165 poesie pubblicate
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L'insolente diritto è mio! Non posso tacere lasciando dentro l'irresistibile bisogno di farla uscire: l'ultima parola! Mai la cederei a qualcun altro, non mi faccio massacrare. Ce l'ho nell'anima, è giusto cosi. Il mondo deve girare intorno a me e obiezioni non li tollero. Poi la sensazione è bella, avere la sega circolare ai gomiti per farsi strada. E non soltanto. Serve per fare carriera, per essere sempre il primo in qualsiasi coda, per farsi vedere e farsi sentire. Ne ho fin sopra i capelli, mi esce dagli occhi: la medesima frase: per amor di pace, mi do per vinto. Sono buona e quindi lascio che gli altri mi travolgono. Ma scherziamo? Per fortuna tanti ancora sono troppo timidi per fare come sto facendo io. Ne sono contenta. Mi lasciano il campo libero. I sentimenti mi sono lontani. Poi, che parola grande. Un sentimento è soltanto una debolezza che avvelena il cervello. E non parliamo del cuore. E' sufficiente che batta, non riempiamolo con tenerezze. Dobbiamo essere forti. Nessun coinvolgimento. E cosi va avanti il mondo, che, per dire la verità, non m'interessa tanto, importante che io possa dimenarmi come un forsennato, imporre la mia ragione, avere l'ultima parola. Perché io conto, e tutto il resto disturba la mia crescita. Che fatica insegnarvi queste cose. Siete sognatori, passeggeri clandestini, in cerca di cosa? Della vita? Volete realizzarvi? Seguire i vostri sogni? Giù con la testa, le favole non esistono più. Ascoltatemi, l'ultima parola che riservo per voi. E ancora non capite...
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Una parodia della gente convinta che il mondo giri ancora cosi. E ne conosco di gente... purtroppo. Buona lettura.

L'autore
Jutta Ruhnke

Sono nata in Nord Germania nell’Aprile 1966 e dal 1995 residente in Italia in provincia di Pordenone. Ho iniziato a scrivere per un sogno, per l'amore verso il pensiero e verso la parola, riempiendo un foglio puro che non aspetta altro che perdere la sua verginità. Una grande soddisfazione di comunicare in solitudine c

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Commenti (6)

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Paolo Ursaia22 settembre 2008

Parodia sicuramente ben riuscita! Grande ritmo in questi versi... ironici, graffianti. Piaciuta

mp47pasquino22 settembre 2008

Ti posso assicurare, che ho conosciuto persone umili con cervelli veramente da far paura, ma per rispetto e per troppa galanteria hanno deciso di vivere con umiltà. Purtroppo gli stessi non vogliono capire che il mondo lo stanno facendo girare gli altri a loro piacimento, cioè gli stessi che si lamentano degli scavalchi, delle cattiverie e delle appropriazioni indebite, quando questi arroganti, prenderanno sentore di quanti danni hanno creato non ci saranno chiese abbastanza santificate per perdonare e loro disgraziati erano e disgraziati rimarranno con l'aggravante che nel frattempo hanno distrutto quei pochi pilastri di normalità, evviva il progresso, grazie per aver dato lo spunto a questa riflessione. Gli umili hanno questa colpa, l'umiltà.

Josy22 settembre 2008

Una bellissima parodia che coglie nel segno! Scritta con ironia e acume. Molto apprezzata!

Jo Spurs22 settembre 2008

la tua poesia è un bel piatto dove mi sono tuffato. ma cosa alberga nel cuore e nella testa di persone cosi'? un istinto innato oppure approfittano del fatto che li si lascia fare? o addirittura li si ammiri? non è questa la strada più facile e sicura per la propria determinazione? noi possiamo opporre la nostra umilta' che è nulla se non accompagnata dalla capacità di solidarieta' e dalla necessita' di giustizia. altrimenti finiremo sempre segati dalla seghe circolari di cui sopra.

Paolo Eroli22 settembre 2008

un bel caratterino... ma mi sei simpatica perche' dici le cose in faccia ...giuste o meno ...non sarai tu a giudicarle del resto. ... ma la poesia non fa' una piega!

R
RisaDiTali25 settembre 2008

solo un cuore enorme, di quelli sognatori in ogni globulo, di quelli puri e sacri potrebbe interpretare con tale maestria la prepotenza e lo strapotere. sembra strano cogliere tutta la tua sensibilità, in versi in cui tenti di essere rabbiosa, in cui hai tentato di parlare con la voce dell'"altro"... eppure si sente urlare il tuo nome, tra i passeggeri clandestini che credono alle favole... piena di fiducia.