Dipendenza
Jutta Ruhnke
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Prendo la cornetta e faccio il numero.
Il mio. Possibile che a mezzogiorno ancora
non l'ho sentito squillare? E' vero, tutta la
mattinata ero in giro per sbrigare alcune
faccende e per fare la spesa.
Però penso: è strano che nessuno mi abbia
cercata. Forse non funzioni più. Poi...
dov'è il mio cellulare? Comincia la ricerca.
Cosi frugo nella macchina, opps, cosa trovo
sotto il sedile, ben incastrata? La mia patente.
Da tanto tempo la cercavo, senza più speranze.
Però il cellulare? Divento nervosa, torno in casa
e svuota la mia borsa. Rimango stupita, quante cose
porto in giro con me. E salta fuori un biglietto
d'amore che cercavo disperatamente già da tanto.
L'amore poi era finita, forse perché non avevo
mai risposto. Ok, ma dov'è il mio cellulare?
Non so più dove cercare e quindi siamo all'inizio:
digito il mio numero. Spengo lo stereo e con ansia
aspetto il suono familiare.
Da lontano sento un suono cupo. Appoggio la
cornetta sul tavolo e seguo il richiamo.
Non può essere, apro il frigo ed è lì in mezzo
la spesa che con tanta cura l'avevo sistemata
dentro. E si vede anche il cellulare.
Una risata mi saliva su la gola, impossibile!
In modo frenetico lo prendo, lo apro...
nessuna chiamata. Una soltanto, la mia.
Delusa e senza pensare, lo lascio sui pomodori.
La mattina dopo ero di nuovo alla ricerca.
Maledetto cellulare...
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L'autore
Jutta Ruhnke
Sono nata in Nord Germania nell’Aprile 1966 e dal 1995 residente in Italia in provincia di Pordenone. Ho iniziato a scrivere per un sogno, per l'amore verso il pensiero e verso la parola, riempiendo un foglio puro che non aspetta altro che perdere la sua verginità. Una grande soddisfazione di comunicare in solitudine c
Commenti (3)
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Berta Biagini28 settembre 2008
Attimi della nostra vita che non fanno una piega - letta con vero piacere, donandomi un sorriso. Quanti di noi potranno leggersi in questi versi, ormai siamo proprio tutti figli del progresso - sarà bene o sarà male?.
Paolo Ursaia28 settembre 2008
Un quadretto ironico, realistico fino all'estremo... lineare, piaciuta
Rosy Marchettini28 settembre 2008
divertenssima poesia, scritta molto bene e con grande ironia. Piaciutissima, condivisissima



