Sull'aia
Pseudo- monaci Francescani
incappuccati gettavano al cielo
sulle teste con la pala
la paglia tritata mista a grano
e al vento il compito dividerli
e quando la calura divorava ogni alito di Dio
strani sbuffi con indirizzi forfettari
in alto per implori e orizzontali
a sostituirsi all'aria in letargo
-Parassite le galline in recita
al recupero di qualche chicco sparato
da bestemmia evasa a sogghigni
arbitri di sorriso propiziatorio e broncio
a farsi trespolo di fatiche vane
-Un giro di fiasco di vino
sudore in miracolo trasformato dalla terra
annebbiava, vibrava sguardi sconfortati
e nel tremolio pareva divorziare
i chicchi dal guscio e come miracolo
la somma di speranze d'intero anno
sottraeva ostacolo al dono
che cadeva al cumulo armonioso
ai battiti di cuori felici per la benzina
e raggiungere un amore
-A sera una luce fioca faceva medaglie
le facce e le sposava coi sogni
da decifrare tra scricchiolio di ossa
in aggiusto al riposo ambito
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia29 settembre 2008
Raffinata costruzione poetica, fortemente evocativa immagini e sensazioni. Piaciuta
