Antiche schiavitù
Tre macchie bianche ondeggiano.
Come un insetto gracile il bifolco
preme l'aratro sulla terra dura
guidando i buoi.
Tre macchie lontanissime
e, vicina,
una fatica smisurata,
eterna.
Liberi
i corpi delle bestie al giogo,
ma le teste vicine,
oppresse ed allungate
verso terra.
Il campo è incoronato da verzura
così orgogliosa
da sfidar l'azzurro.
Le case, a mezza costa,
spiccano bianche
sul marrone intenso.
E la foresta in fondo,
quell'estremo orizzonte
par che afferri, come artiglio
serrato per la rabbia.
Fatica e canta l'uomo
o, forse, geme.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (1)
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Rosy Marchettini4 ottobre 2008
L'aratura, è un lavoro durissimo sia per i poveri buoi che per il contadino si esce presto al mattino e la sera sembra non arrivare mai, lontana è la stalla, ed un piatto caldo per quel grande uomo. Poesia piaciuta moltissimo ed apprezzata molto
