Dimenticarsi

Ehy...
mi sentite?
mi vedete?
mi ascoltate?
Io sono qua tra voi...
Mi sentite?
io sto parlando,
tra le mie righe scritte c'è un malessere,
nei miei dispetti c'è la richiesta di attenzione,
nella mia ilarità non vedete voglia di piangere?
Mi vedete?
Sono qui che passo tra la gente,
che sbadatamente o volutamente mi urta,
spingendomi oltre la linea rossa,
dove i confini contano,
dove oltre essi non c'è nulla,
tranne che il NULLA...
Ehy...
mi ascoltate?
togliete e strappate quelle cuffie dalle orecchie,
le mie vene al collo stanno esplodendo dal troppo urlare.
Sono dentro la mia campana di vetro e voi...
perché vi muovete così veloci?
perché correte?
dove andate?
Mi aspettate?
se riesco a correre anch'io potrei raggiungervi.
Ehy...
sentitemi
vedetemi
ascoltatemi...
Alzo le mani
cammino con i piedi l'uno dinnanzi all'altro sulla mia trave
in bilico
nel cadere
nell'infinito dimenticatoio della superficialità!
©
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Commenti (2)
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mp47pasquino10 ottobre 2008
Originale poesia,, una domanda, ma tu quante volte hai ascoltato? Anche io ero quì e ti ho letto! A volte occorre guardare intorno e meritarsi l'aiuto degli altri, non sempre urlando anche per bisogno poi accorre qualcuno, un po' come i commenti se li fai poi te li rifanno a volte...
Rosa Leone10 ottobre 2008
un grido d'aiuto, spesso nn sentito, è alla base di un malessere che ci portiamo dentro... c'è chi si isola in se stesso e chi diventa ribelle al mondo...è la malattia del secolo, il falso benessere, l'egoismo il menefreghismo, la fretta nella nostra quotidianità ci fa dimenticare che a volte basta guardarci intorno, perché forse c'è qualcuno che ha bisogno di noi... bella, originale nella sua forma...

