Qual prodigio tu sei
Qual prodigio vedere quel fiore sul prato,
di come la natura da un seme incolto,
possa la pianta nel sviluppar dosato,
crear dal fusto uno sbocciar sì folto.
Qual prodigio di quell'amor appieno,
di come il senno perda quel barlume
od il pensiero che scorre senza freno,
l'immaginar di lei al divampar di lume.
Ragion che v'è smarrita, non vuoi cercare,
attratto da quel ch'il cuore si confessa,
com'essenziale nel vivere e peccare
per quella bramosia a me concessa.
Come quel fiore, l'amor s'erge dal prato,
in esclusivo tratto ch'ognuno il suo nota,
di quella sfumatura del petalo dorato,
o quel sorriso impresso sulla gota.
Qual prodigio è vivere alla tua riva,
cogn'altro fiore accanto perde luce,
cogn'attimo per noi è parte viva,
da quello che l'amor piacere induce.
©
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L'autore
Vincumali
Nato a Lugo di Ravenna, 11 febbraio 1951. Progettista meccanico, debbo dire che il mio lavoro è molto soddisfacente per creatività. Amo la pittura e scultura, ogni tanto cerco di riprendere la mano facendo qualcosa, l'ultimo mio lavoro in pittura è un affresco in camera da letto, in scultura è una foglia di cedro in ra
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