Catania

Blocchi d'asfalto si inseguono,
nessuna linea di confine ai margini di essi,
ti conducono lentamente dallo Stretto al centro,
e mentre respiri aria e polline d'autunno
il contorno sfumato di un Monte
ti sveglia.
L'imponenza è reale ed ispira,
le sue strisce di sangue che scotta
si dividono ed alimentano di
minerale la terra
che genera vita e dolore.
I suoi piedi si poggiano lenti
generando roccia
che vive di profondità ed abisso.
Strisce di sabbia richiamano luce,
riflettono il sorriso di Catania.
Archi che un tempo baciavano il mare,
cullano giardini di sbadigli,
risuonano di urla commercianti carne
nutrita da acqua e sale.
Festa di popolo con la croce in mano,
e la casacca bianca,
luce ed ombra,
certezza di fede alla Santa,
alla benedizione del santo denaro.
Scorre una città su strade crociate,
dove il prodotto del Monte,
sfasciato, dimenticato,
è padrone.
Vive di sera di un caos maledetto,
disordinato ed in coda,
all'aspetto di un bere quotidiano,
di una musica artigiana.
Acqua di lenzuolo
culla il visitante che,
sulla strada che conduce all'Etna,
ha regalato le sue carte
ad una mano abile ed indigena,
aspettando di dimenticare
guarda Amante il dono
che il Ciclope ha dato alla Terra.
Tramonto di arancio e limone,
storie di mare ed amore,
storia di mafia e dolore.
Would you like to live in...?
No, I woudn't.
©
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