Albori crepuscolari

Lungo il muro s- biancato scolano sobbalzi.
Alcalina luce retrò
addosso ai miei laghi rovesciati su te.
Il mio naso sa di foglie perdute.
Il mio cane bastardo veste la tara dell'Innocenza.
La sedia del Fato è genuflessa all'Abisso.
Lacci di salvezza sulla roggia dello S- velato.
Manca una k alla mia tastiera incavata.
Una z manca al mio cuore.
Cerco sul tavolo color castagno
stimmate della tua pelle imbattuta.
Una voce priva di fiato
nel risucchio dell'Insondato.
Inseguo l'Ora nel tanfo primordiale
della cucina smembrata.
E m' intrido della tua eco selvaggia
Sibilla ignota del demonico Oblio.
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Commenti (4)
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Amara18 ottobre 2008
...mi stritola questa tristezza... e mi scuote tanta bellezza...
Frammento18 ottobre 2008
...una carezza amara... uno schiaffo velato... Non ho compreso e per questo parlo... Così ribalto le parole... Passeggia e prendi per mano l'Oblio...è meno doloroso di quello che vuole far pensare... Sentita... e travisata... Sorrido...
Cuccu Anna Maria19 ottobre 2008
Bellezza, Tristezza, Desolazione e ricerca dell'Oblio in questa poesia molto intensa e ricca di espressività. Molto piaciuta.
L
Lady Of Shalott19 ottobre 2008
...gli albori partoriscono senzazoni, bellissime quelle scaturite da questa poesia... Stupendo il nono verso. Meravigliosa nell'insieme...



