Gli aquiloni di Falluja

E' troppo tempo
che si respira zolfo...
odore di guerra!
Jussef
conosce solo
l'aria
forata dai proiettili.
Da sempre
il gioco
è lo stesso
imbraccia le armi
e spara in aria
al suo nemico senza volto
al suo nemico atavico.
La vita
gli ha negato tutto...
l'odore dei cedri
che un tempo
profumava l'aria
nel suo Paese speziato
e il gioco nel cortile
a fendere l'aria
non più con un fucile
ma con un aquilone
che vola libero
sopra il cielo di Falluja.
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Commenti (2)
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B
Benito Ciarlo21 ottobre 2008
Frastorna un po' il tono discorsivo, quasi prosaico iniziale. Dipanandosi acquista connotati diversi e risolve l'aquilone in fondo rendendola poesia della miglior fatta.
Rosy Marchettini21 ottobre 2008
Speriamo che presto nei cieli di Fallujia non ci siano più nubi di fumo... echi di spari... ma solamente il sole e Jusef possa gioire della sua vita e del suo popolo Molto, molto piaciuta ed apprezzata
