Capitalismo
L'insaziabile voracità
del grande moloch
non ha requie
uomini in fila
seguono il nastro
per finire nel rullo
tendini e fibre
stirate e stremate
sono forgiate
plasmate domate
sbuffando gira la ruota
meccanico chiasso
di ingranaggi a catena
uomini ingoiati
e schiavi sputati
bei personaggi
nuovi di fabbrica
cambiata blossura
alla grezza natura
avanzano a schiere
ordinati e composti
come mattoni
ognuno al suo posto
ha sempre più fame
il mostro spietato
sempre più in fretta
si vuole saziato
s'ode un gran colpo
prima implode
poi esplode
come un pallone
troppo gonfiato
finisce stremato.
©
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