Venerdi, 17
Jutta Ruhnke
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Nervosamente guardo l'ora, dovevo già essere partita.
Lo stomaco si ribella, dalle cinque sono in piedi.
A parte di un cornetto rugoso e un liquido marrone,
altro non era previsto. La salvietta per togliersi
la massa collosa dalle mani era comunque gratis.
Che servizio e tutto in pochi minuti, neanche il tempo
per finire l'ultimo pezzo e già ti disturbano con 'sto
fazzoletto profumato, odore bagno. L'ultimo sorso
e già ti tirano via il bicchiere di plastica. Una macchia
sul mio vestito, dalla fretta. La pulitura paga la compagnia.
Atterraggio, apro il cassetto sopra di me. Che botta.
'na bottiglia di Grappa colpisce la mia testa. Dietro
di me mi incitano di non bloccare il corridoio. Sento
crescere un bernoccolo sotto i capelli. La mia giacca
è incastrata tra i sedili. Una spinta da uno, manica strappata.
Con la massa incammino verso l'uscita. Ho mal di testa.
Una mano sulla mia spalla per non cadere, inciampo io.
Saluto l'hostess durante la caduta. Non si preoccupi,
paghiamo tutto noi. Giù le scale, mi riprendo.
Le calze rovinate. Sento caldo. Salita nell'autobus.
Ma cosa avete da guardare. Mi metto la giacca, una
manica manca. Il vestito è sporco e le calze, lasciamo
stare. I capelli dritti sopra il bernoccolo. Dal mal di testa
il trucco imbrattato. Ho un appuntamento importante.
All'uscita doganale mi fermano. Agiscono i cani.
Anche questo adesso. Ho il volo di coincidenza.
Apra la valigia. No, proprio adesso che ho fretta.
Fuori tutto, sul nastro le mutande. Le bestie frugano tra
le mie cose ed una corre via con il parmigiano per il mio cliente.
Sto per svenire. Ho fame e lui scappa con un buon boccone.
Bene, può andare. Corro verso l'uscita segnato.
Arrivo e attendo. Niente. Sono l'unica ad aspettare.
Volo cancellato. I nervi mi saltano. Corro nel bagno per
vedere il mio aspetto. Poi non ricordo più niente.
Signora, stia tranquilla, la compagnia si mostrerà riconoscente.
Meglio prendere il treno... o forse no?
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L'autore
Jutta Ruhnke
Sono nata in Nord Germania nell’Aprile 1966 e dal 1995 residente in Italia in provincia di Pordenone. Ho iniziato a scrivere per un sogno, per l'amore verso il pensiero e verso la parola, riempiendo un foglio puro che non aspetta altro che perdere la sua verginità. Una grande soddisfazione di comunicare in solitudine c
Commenti (2)
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Paolo Eroli23 ottobre 2008
dalle mie parti dicono...":Na ggiornataccia... nera come il fume...!" A volte succede... ma la domanda è...perche' proprio a me? Meglio il treno.?.non lo so' io ero Ferroviere... ne ho viste tante; Poesia molto simpatica!
Paolo Ursaia23 ottobre 2008
Fantozzi il venerdì diciassette... simpatica, tragica poesia. Ben scritta, gran ritmo. Piaciuta


