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Spirituali 25 ottobre 2008 · lettura 1 min · 4367 letture

Le mani disgiunte

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Là, dove muore il tempo ai confini dell’eterno dove la fine nel principio si dissolve là, proprio là mi perdo la mente mia vacilla e d’impotenza tremo pregar non posso, ahimè! le mani mie ho disgiunte mi sento come il nulla che il niente aspetta mi perdoni Iddio se esiste.
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L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (9)

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A
Angeloantico25 ottobre 2008

... mi è molto piaciuta questa tua poesia, un'ammissine d'impotenza ed una sorta di speranza per qualcosa in cui non si è certi di poter credere. Scorrevole e piacevolissima alla lettura dall'inizio alla chiusa.

Rasimaco25 ottobre 2008

versi che sono fortemente intrisi da una spiritualità profonda, in cui umiltà, senso di impotenza e speranza si fondono per dare una carica di umanità all'autore/trice... stupendal

Antonio Biancolillo25 ottobre 2008

La tua, la nostra impotenza in questi versi d'incanto. Piaciutissima

P
Patrizia Chini26 ottobre 2008

un'anima grande che parla con il cuore in mano, mani ricche anche se non pregano ma c'è una preghiera silenziosa, laica che è l'essenza dell'uomo: la ricerca della "verità" del "chi sono..." "dove vado"

Danielinagranata26 ottobre 2008

ad Alfio... versi che mi hanno toccata profondamente nella loro intensità, veramente bella e mi Perdoni Iddio se esiste... questa chiusa dice tutto molto condivisa e molto piaciuta

B
Benito Ciarlo26 ottobre 2008

Il pensiero si smarrisce nel tentativo di voler capire. Risulta quindi difficile pregare perché, come un tarlo, il dubbio ci accompagna giacché non comprendiamo. La rinuncia totale è nel finale - simile, ma contrario a quello di una bellissima poesia di Caproni che concludeva Io a Dio/ se non esiste/ io quant'è vero Iddio/ a Dio gli spacco la faccia -.

Frammento28 ottobre 2008

...c'è ci passeggia nell'oltre e li perdendosi si trova... e forse non c'è bisogno di un dio perché tutto questo possa capitare... Molto bella...

H
Hermes1 novembre 2008

Il sentirsi piccola cosa nell'immensità dell'universo diviene, in questa bella poesia, un desiderio di conoscenza di Dio. Almeno così io la sento. L'ho letta diverse volte; .

Azar Rudif3 giugno 2010

Che Dio esiste nn ci sono dubbi come non ci sono dubbi che non esistono parole umane capaci di descriverLo. Quando qualche ideologia o filosofia umana (o peggio ancora qualche religione) si addentra in tale meandri della conoscenza possibile, con Dio si scontra con un paradosso insormontabile e fa figure ridicole. Pensa (ma già è stato dimostrato non ricordo da chi) ad un computer che deve descrivere il suo creatore... non ci riuscirà mai finché il suo creatore non glielo scriverà sul suo Hard DIsk- Con DIo hai una sola possibilità, quella di "sentirlo" e non di capirlo