La notte che aspetto
Pantofole addosso
luci spente
televisione spenta
distrutta
lei dorme, tutti dormono,
musica classica nelle orecchie
Romeo e Giulietta
incendiati d'amore
sono appoggiati al posacenere
un calice di vino vuoto
e una bottiglia d'aprire
il computer s'illumina ad intermittenza,
io,
in mutande
attendo un qualcosa
avvolto in una coperta rossa
di nuovi tasti da battere
e nelle nuove poesie da scrivere
mentre stanco
sbadiglio.
©
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L'autore
Charlo
Commenti (3)
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Angela27 ottobre 2008
L'spirazione poetica è anarchica e capricciosa pensa che bello se ti viene quando stai correndo per prendere l'ultimo autobus o quando sei dolcemente affacendato con una ragazza oppure quando stai effettuando un sorpasso complicato? Noi "poeti" dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza
Amara28 ottobre 2008
... riesco a vedere l'autore... in questo quadretto... che descrive uno stato di tiepido torpore... propedeutico alla parola... che quando esce dalle sue dita... è sempre un gran piacere leggere...
Frammento28 ottobre 2008
...potrei passare un dito su quel calice... appoggiarmelo sulle labbra ed accorgermi che l'incendio è solo fumo... Molto bella...



