L'ultimo saluto
S'alza un grido sordo
nel traffico della città,
le lacrime vuote
come le ossa di un volatile,
un gabbiano nella tempesta,
la morte lo sorprenderà.
Sul ciglio della strada
ad aspettare un forse
che ad arrivare tarderà.
E poi la conferma
di un coma illusorio
fermo nel tuo regno
sei rimasto solo.
La voce del rimpianto
è diventata muta,
scorreva limpide giornate
nel suo idolo giardino,
il sorriso poi si è spento
e nulla mai lo riaccenderà.
Te ne sei andato
così inutilmente,
lasciandoci nel baratro
di una vita indegna
di averci amato.
©
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L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (3)
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Paolo Ursaia30 ottobre 2008
Malinconia... un addio ben disegnato, in versi più studiati, armoniosi, che raggiungono. Piaciuta
Antonio Biancolillo30 ottobre 2008
, un ultimo saluto e poi il rimpianto che rimane... Molto bella nella sua tristezza.
Rosy Marchettini31 ottobre 2008
Splendida nella sua tragicità Una preghiera ed un sorriso Piaciuta moltissimo


