A MEREDITH 31 ottobre 2008
Zucche e mostri
passeggiano per la strada,
mascherati come in un triste carnevale.
Mostri veri
con un coltello vero
spezzano una vita
che voleva ancora tanto.
E chiacchiere e chiacchiere e chiacchiere
su come è andata,
su come è stato,
su chi è stato
ma
nella tua camera
gocce di sangue,
calzini spaiati,
lenzuola rosse
e quel piumone che ti ricopriva
caldo, che più caldo non si può.
Te ne sei andata così
tra la musica nelle strade
con l'odore di bucato nelle narici
e il caldo abbraccio
di noi tutti.
©
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L'autore
Charlo
Commenti (4)
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Paolo Ursaia2 novembre 2008
Un po' di calore vero per una povera ragazza, vittima dei suoi assassini... ed anche della morbosità mediatica. Lineare e piaciuta
Frammento2 novembre 2008
...è tanto fragile la vita... e in questo caso è fragile anche la morte... Molto bella
Antonio Biancolillo2 novembre 2008
Vero, quanto si è detto, quanta trasformazione del vero, quanta verità nascosta. L'unica è che non c'è più. Molto bella
B
Benito Ciarlo2 novembre 2008
L'argomento è cronaca nera, Difficile far poesia su un argomento così senza scivolare nel "già letto". Difficile leggere poesie così senza considerare d'aver già provato il ribrezzo che l'autore vorrebbe trasmetterti. Se una poesia di cronaca riesce a colpirti nonostante tutto allora vuol dire che è scritta proprio bene.



