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Introspezione 1 novembre 2008 · lettura 1 min · 3446 letture

E noi forgiamo versi

Antonio Sammaritano 134 poesie pubblicate
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E noi forgiamo versi col nobile metallo: col cristallo bagnato dalla pioggia col sole e la luna dell'estate. Mettiamo l'incudine sul tempo ed il martello sul grembo dell'anima. Noi forgiamo versi, poeti maledetti e puttanieri. Liberi da sguardi disdegnati salutiamo coi medi ben eretti . Ma esistiamo per questo: lacrime e sorrisi, per poesie d'amore per pizze condivise... E "il male del vivere"lasciamo a chi lo seppe scrivere e lo visse, senza un commento, senza una compressa. Follie e saggezze in scatole cinesi. Tenerezze di bordelli improvvisati dove non c'è posto per gli amati o per chi vuol morire guardando gli occhi di chi non si fa male... e sofferenze che comprimono la gola restano carta e penna forse mezz'ora nella stanza di fronte o nella tua... Una frottola o una verità, non ha importanza.
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Cara Marian, ti ringrazio per il commento che purtroppo ha preso strade completamente diverse dal percorso che mi ero posto in questa poesia.(vedi il riferimento a Montaleche ammiro molto, a ciò che si considerava, ai poeti laureati ecc...;io passeggio per le strade dove il male del vivere la vita ce lo spiattella senza tanti preamboli ogni giorno; vado per le viuzze ma anche tra le piante dai difficili nomi perché anche lì qualcosa ti dice sempre qualcosa. Lo scrivo per come sono capace di fare e non mi pongo il problema se sono poeta o se mi considero tale. La rabbia, la delusione e nello stesso tempo il compiacimento, sarebbero da "masochismo letterario" e credimi, non è il mio caso. Spero comunque, se vorrai, di approfondire in altra occasione .Le scatole cinesi; questa è una cosa che vorrei chiarire però subito: le famose scatole, per lo scopo cui sono state concepite e costruire sono un tutt'uno, se cosi non fosse sarebbero solo delle scatole autonome e non avrebbe avuto senso farne riferimento. L'accenno al luogo di piacere dove non vi è posto per gli amati è mia considerazione "filosifica"umilissima" e credo vada rispettata. Ti ringrazio comunque allo stesso modo di Angela, Gabriella e Libre Moi, che scrivono belle cose con l'augurio di continuare ancora per parecchio e inoltre per aver perso del tempo decidendo di dedicarlo leggendomi., Antonio.2 novembre 2008
L'autore
Antonio Sammaritano

Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,

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Commenti (3)

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M
Marian1 novembre 2008

Questa tua sembra dettata dalla rabbia e dalla delusione: troppo accesi i toni, dure le parole, eccessivi i gesti, compiacimento in quei "poeti maledett", quasi la poesia un'arma per ferire, e poi quel "male di vivere"?Montale non si sentiva un poeta, affermava "i poeti laureati/ si muovono soltanto tra le piante/dai nomi poco usati... io, per me, amo le strade... le viuzze cheseguono i ciglioni ecc", quindi non capisco, scusami, l'accenno al poeta. Anche il tuo è male di vivere, il tono della poesia lo lascia intravedere. "follie e saggezze in scatole cinesi", follie e saggezze, spesso, sono unite in una stessa persona, "tenerezze di bordello" "dove non c'è posto per gli amati", parole dure, filtra tanta rabbia. Nel suo insieme, interessante.

Angela2 novembre 2008

Piccola epopea di poeti maledetti che narra le stranezze delle loro gesta sublimandole in nome dell'arte. Essi scrivono per esibirsi, per lasciare un immortale segno di se, per stupire e per stupirsi e in ultima analisi per esorcizzare lo spettro del male di vivere sempre in agguato. Schiavi e padroni di una trasgressione condivisa con altri "poeti" quasi una corporazione uniti contro il mondo e per dare al mondo i loro versi densi di cinismo e forse generosamente anche di qualche illusione a cui loro ormai hanno già abdicato.

A
Audelà Des Rêves6 novembre 2008

una ritratto dei poeti differenti... non solo la perbenista visione di immagini che si ripetono in fondo uguali si in fondo siamo incastri di contraddizioni di movimenti e ombre che portano alla luce di contorni che danno parvenze di noi ma non sono noi profondo e riflessivo questo spunto porta elevazione