E noi forgiamo versi

Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,
Commenti (3)
Questa tua sembra dettata dalla rabbia e dalla delusione: troppo accesi i toni, dure le parole, eccessivi i gesti, compiacimento in quei "poeti maledett", quasi la poesia un'arma per ferire, e poi quel "male di vivere"?Montale non si sentiva un poeta, affermava "i poeti laureati/ si muovono soltanto tra le piante/dai nomi poco usati... io, per me, amo le strade... le viuzze cheseguono i ciglioni ecc", quindi non capisco, scusami, l'accenno al poeta. Anche il tuo è male di vivere, il tono della poesia lo lascia intravedere. "follie e saggezze in scatole cinesi", follie e saggezze, spesso, sono unite in una stessa persona, "tenerezze di bordello" "dove non c'è posto per gli amati", parole dure, filtra tanta rabbia. Nel suo insieme, interessante.
Piccola epopea di poeti maledetti che narra le stranezze delle loro gesta sublimandole in nome dell'arte. Essi scrivono per esibirsi, per lasciare un immortale segno di se, per stupire e per stupirsi e in ultima analisi per esorcizzare lo spettro del male di vivere sempre in agguato. Schiavi e padroni di una trasgressione condivisa con altri "poeti" quasi una corporazione uniti contro il mondo e per dare al mondo i loro versi densi di cinismo e forse generosamente anche di qualche illusione a cui loro ormai hanno già abdicato.
una ritratto dei poeti differenti... non solo la perbenista visione di immagini che si ripetono in fondo uguali si in fondo siamo incastri di contraddizioni di movimenti e ombre che portano alla luce di contorni che danno parvenze di noi ma non sono noi profondo e riflessivo questo spunto porta elevazione

