Cadendo rialzando morendo vivendo

E SALIRE SU QUEL MONTE
PROTAGONISTA DELLA MIA VITA
SCALINO DOPO SCALINO
ARRIVANDO FINO ALLA CIMA
DA DOVE ALLUNGO LA MIA MANO
E DISEGNO LA MIA VITA
SU QUEL CIELO MACCHIATO
IN BIANCO E NERO
I MIEI PASSI DA FORMICA
E A COLORI
I MIEI PASSI DA ELEFANTE
LENTI, PESANTI E RUMOROSI
VIVO
E NON ASPETTO QUI SUL MONTE
MI LANCIO DIRETTA
A BRACCIA APERTE
SOSPINTA NELL'ARIA
MA LA FORZA TRA L'ALTO ED IL BASSO
E LA GRAVITà DELLA MIA ANIMA
A COMPENSARE LA CADUTA
UN TONFO
COME UN SOGNO FINITO A META'
E LA MAMMA CHE TI DICE:
E' GIA' MATTINA
I MIEI OCCHI SANGUINANO QUI SUL MONTE
E LE MIE MANI RIDONO
IL MIO CUORE PIANGE
COLPITO DALL'ASFALTO
TRA LE MACCHINE VELOCI
CHE SFRECCIANO INDIFFERENTI
MI SORPASSANO
MI SBANDANO
MI URTANO
NON MI VEDONO
IO
UNA SAGOMA SOLA
SUL FILO INVISIBILE DELLA SOLITUDINE
NEL MIO MONTE DELLA SOLITUDINE
NELLA LIBERA CADUTA TRA LA MORTE E LA VITA!
©
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano5 novembre 2008
La solitudine può essere tormento e caduta, può essere altresì ricerca di sé e in quell'attimo, tra lo slancio del volo e la caduta scoprire, che si può tornare indietro, respirare, sorridere, amare... la vita, come i sogni è incubo o meraviglia, e come nei sogni si può scegliere di cambiarli, anche la vita ogni giorno può essere una nuova avventura... una poesia più fluida, più intensa... piaciuta!
L
Lightm255 novembre 2008
poesia che si commenta da sola: uno sfogo, un grido... una voglia senza compromessi di ...Libertà
