Ulisse
Non gli dei, né il mondo
sfidasti, Ulisse, quel giorno:
te stesso sfidasti, Ulisse
quando- era l'alba del ritorno-
lo sguardo fisso all'orizzonte
decidesti di ascoltare quella voce
ormai soltanto:
di chi ha paura Ulisse?
fino a dove arriverà Ulisse?
E ti vedo, roccioso impavido
teso nel vento e indomito
resistere alle sirene
respingere Calypso,
beffare quel ciclope:
lacrime agli occhi
e la voglia di gridare
- la struggente voglia
di lasciarsi andare
che chiami debolezza-
ascolti quella voce
ormai soltanto:
di chi ha paura Ulisse?
fino a dove arriverà Ulisse?
Quanti uomini ti han creduto
e si son persi o han perduto,
distrutti dal ricordo
impazziti dal rimpianto
d'avere troppo osato.
Solo tu, puro e incorruttibile,
te stesso hai sfidato
ascoltando quella voce
ormai soltanto:
di chi ha paura Ulisse?
fino a dove arriverà Ulisse?
Penelope- non ricordi-
Era tua sposa; ora aspetta
regalandoti i suoi giorni;
non dubita; non spera;
tessendo la sua tela- infinita-
nella reggia chiassosa ora aspetta
che tu infine decida
di non ascoltare quella voce ormai soltanto:
di chi ha paura Ulisse?
fino a dove arriverà Ulisse?
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L'autore
Paola Surano
Sono nata a Busto Arsizio , dove svolgo la professione di avvocato. Scrivo poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ho “avuto il coraggio” di togliere le mie poesie dal cassetto una quindicina di anni fa, sulla spinta del gruppo “Scrittodonna” attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove mia figlia maggiore
Commenti (1)
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Paolo Eroli7 novembre 2008
poesia con grande metafora... ben scritta e di grande spessore!
