Viva l'America e viviamo anche noi
Jutta Ruhnke
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Sono contenta. Sento il vento furibondo che è arrivato
in fretta anche da noi. Poi dall'America, paese pieno di
storia e colmato di cultura. Ci voleva uno, passato da "negro"
a nero. Un corpo separato e dolente. L'unità conta. E adesso
ha fatto il centro. Nulla da invidiare. Peace and Love.
Berlusconi si riconosce in Bush. Il vero perdente di questo voto.
Non si può sponsorizzare l'unilateralismo americano. Now viene
sostituito dal multipolarismo. Obama forever.
Ce la puoi fare Silvio, fagli vedere la tua collezione di bandane.
L'amicizia di Barack ti sarà assicurata.
La domanda che nessuno osava pronunciare: A quando un italiano
presidente degli Stati Uniti d'America? Adesso che la vittoria é
di Obama, é una lezione per tutta la politica italiana. E Veltroni
batte le mani! Finalmente hanno cominciato a mescolare la loro
insalatiera etnica. JF. Kennedy era un papista irlandese.
Che culture di cui si compongono gli States. Libertà e coraggio.
La torta deve essere gigantesca. Ma ci sarà una fetta per tutti?
Forse è soltanto riservata ai Cowboy democratici che adesso
Barack sceglierà come i suoi aiutanti. Un'orda di cavalli,
diretta verso la casa bianca, nella mano destra la bandiera.
Cominciano il canto indimenticabile:
"Oh, say can you see
By the dawn's early light
What so proudly we hailed
At the twilight's last gleaming
Whose broad stripes and bright stars" ...
L'inno nazionale riempia i cuori. Silvio ha perso le staffe.
Se la prende con Veltroni. Lui: lasciami in pace, il tuo governo
forse durerà cinque anni, forse meno. I sondaggi indicano
una caduta verticale per il governo. Si sente il malessere della
maggioranza, eccome. I cavalli perdono il controllo per la rabbia.
Cade Berlusconi, cade Veltroni. Obama vede tutto da lontano.
Davanti la sua torta...
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L'autore
Jutta Ruhnke
Sono nata in Nord Germania nell’Aprile 1966 e dal 1995 residente in Italia in provincia di Pordenone. Ho iniziato a scrivere per un sogno, per l'amore verso il pensiero e verso la parola, riempiendo un foglio puro che non aspetta altro che perdere la sua verginità. Una grande soddisfazione di comunicare in solitudine c
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