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Introspezione 7 novembre 2008 · lettura 1 min · 1512 letture

Ciò che provo vivendo

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Ciò che provo vivendo è un dejà-vu patetico. Ogni domanda è inutile. Alla luce dei secoli ho tutte le risposte, tutto è già stato detto. È questo il paradosso che provoca incertezze: quando ci penso dubito persino d'esser vivo. Se cercassi una prova dovrei guardarmi dentro in modo da capire se sono vero o astratto. Potrei perfino credere ch'esisto perché scrivo, potrei, però non tollero che la prova assomigli al pensiero d'un Altro che si scoprì pensando. Perciò nelle mie viscere spesso risale il grido: "Voglio meravigliarmi!" Posso goder del fulmine che incendia la foresta: ne ruberò il bagliore . Voglio profumi nuovi, nuovi ritmi, più luce, ruscelli rompicollo ch'esondino dagli argini. Voglio stelle diverse da quelle dei Caldei. S'ogni tempesta è figlia d'un cielo ch'era terso esigo le mie nuvole! Non posso accontentarmi d'antichi cieli lindi, posso aspettar che spiova. Datemi un paio d'ali, non voglio morir bruco: cerco la metamorfosi, non importa se Icaro sciolse le sue tentando. Posso librarmi anch'io!
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Il personaggio in figura è l'Altro, il filosofo e matematico Cartesio che scrisse: "Cogito ergo sum!" "Penso, dunque sono".

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (3)

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C
Caterina Viola Scimeca7 novembre 2008

E' vero, a volte la vita ti sembra un patetico ritornello! Tutto torna uguale e senza slancio. Dovremmo avere il coraggio, la forza, di slegare le catene e creare un mondo nuovo. Bravo! Bella poesia, ben strutturata, armonica!

M
Marian7 novembre 2008

"Voglio librarmi anch'io", frase ove è racchiuso il sogno di rinnovamento e purificazione dell'autore che, preso dalla routine della vita, edotto anche del pensiero altrui, sente che nulla ormai riesce a stupirlo e sente profondamente come solo dallo stupore, dall'incanto delle cose e belle della vita, si può attingere gioia di vivere. Condivido in pieno il tuo pensiero, tuttavia, personalmente, ritengo che ci si può ancora stupire, basta non dare per scontato ciò che possediamo, le persone che amiamo e che ci amano, la bellezza di un'alba o lo sguardo di un cucciolo; possiamo continuare a gioire, caro Benito!

M
Marinella Accinelli7 novembre 2008

il pensiero filosofico che da millenni attanaglia la mente dell'uomo "pensante" e non solo vivente spinge l'autore verso una disperata ricerca di nuovo nell'ovvietà del vivere...