Vite emarginate
Le parole acide suonano l'inno dei carnefici dei nostri giorni,
nei loro occhi non si cela il timore del vento tra gli alberi.
Si muovono rapidi e non li trovi in alcun posto,
nei loro cortili di catrame guardano la vita che li soffoca.
E quanto tendono le dita
trovano lo scoglio di rocce affilate,
e con il sangue che gli scorre copioso dalle ferite,
mostrano i denti e li usano, questa volta.
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