Sangre de toro
E' una bottiglia strana,
il vino non è tanto buono
ma per quella sera è perfetto.
Sono in un alberghetto
mentre il neon si accende e si spegne
intervallando un interessante
bagliore - oscurità nella stanzetta.
E la bottiglia
è lì di fronte a me.
L'ho comprato solo perché
è affascinante,
sul tappo c'è un piccolo toro dorato
ed io mi sento alquanto spagnolo:
un torero
che sorseggia del vino
prima di entrare e forse non uscire più
dall'arena.
Ne bevo un bicchiere
e scrivo
e la prima incornata la schivo.
Batto tasti
ed il toro sbuffa sbotta e scarica
la sua potenza grave su di me.
Affondo la lama
e l'animale stramazza al suolo
con un grido di tristezza
e sconfitta.
E' così che finisce
sempre la corrida
e il toro umiliato anche se s'è battuto
fino alla fine.
E anche questa poesia.
©
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L'autore
Charlo
Commenti (3)
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Angela9 novembre 2008
Si brinda al coraggio dei perdenti e alla loro dolorosa poesia. Bravo Charlo il toro ringrazia
Frammento10 novembre 2008
...tutto finisce... da avere un tappo particolare o da non averlo... ma per il tempo che ci è concesso... beviamo piano... Bellissima...
B
Benito Ciarlo13 novembre 2008
Chissà perché: "E questo schifo di canzone non può mica finire qui manca giusto un'emozione dedicato all'amore lascia che sia così ai miei pensieri a come ero ieri e anche per me". Ci ho sentito la stessa musica, la stessa rabbia.


