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Dialettali 10 novembre 2008 · lettura 2 min · 1444 letture

PISCIACQUASANTA (Bigotta)

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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«Viè giù come le ghiànne stammatìna ed io ciò er tappo[1] tutto rosicato; l'acqua - vedete? - penetra nell'ossa m'acconcia com'ar cesto der bucato. Oprite presto, sora Crementina, sto' a fa' li vermi, nun c'è porticato, si rest'ancora qua vo' ne la fossa!» Ma la signora è offesa, che peccato, resta chiuso er portone e tutto tace mentre li goccioloni fino er core te stann'a 'nfracicà, co bbona pace de la pietà cristiana. « Pe' favore, fatem'entrà signò, me so pentito, nun volevo mancavve de rispetto si v'ho detto ''mignotta'', ch'ha capito? Io cce lo so che voi l'usate er letto sortanto pe' dormì; e si vostro marito porta le corna 'n fronte com'un becco la corpa è solo sua che v'ha tradito... Fatem'entrà sinnò ce resto secco!» «Te ne devi d'annà biàstematòre, nun lavori più qua fatte persuaso. Lustra li serci e cercate 'n lavoro, in casa mia mai più ce metti er naso.» «Ma come? S'ho servito la bisnonna, la nonna, la signora vostra mamma, persone sante come la Madonna! Me date er benservito? Ma che dramma!» «E' giusta punizzione, non vendetta, che meriti p'avèlla detta storta paragonanno l'acqua benedetta a quella der pantano, all'acqua morta!» «V'ho chiamato mignotta, è sacrosanto, ma so' vecchio e nun tollero buscìa, che dovevo da dì vedenno tanto? Stavate a fa' lamore! E' colpa mia si l'antro era quer tale ''casto e santo'' che v'aiuta a studià la giografia?» [1] cappotto
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I nomi nel testo sono frutto di pura fantasia.

B
L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (4)

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Rasimaco10 novembre 2008

il vernacolo é sempre una sorpresa, con i suoi modi di dire che esprimono a volte più della lingua Italiana, risulta simpatico e musicale oltre ogni aspettativa, quando poi c'è anche il contenuto la poesia é tanta! molto piaciuta

S
Sabrina Balbinetti10 novembre 2008

E' sempre un piacere leggere della buona poesia... poi se in vernacolo... ancora mejo. Con questa sua, l'autore ci trascina in strada come spettatori che conquistata la prima fila si preparano ad assaporare ogni rima di questa sua opera. Molto, molto piaciuta

F
Franca Canfora11 novembre 2008

Una bella poesia dialettale che riprende un tema ricorrente, ma che l'autore sviluppa con abilità e padronanza fino a farla divenire quasi scena teatrale in versi. Un piccolo gioiello da rileggere.

C
Caterina Viola Scimeca12 novembre 2008

Bella, si legge in un fiato! Hai una grande carica ironica!