Cervinia

C'erano strani pesci,
incoronati dentro il lago,
ed una corte di damine
con larghe gonne di vinile.
Al suono del grammofono,
angeli biondi e nudi, distesi
attorno al vetro di un solarium,
splendenti come perle di ghiacciai.
Poi sulla porta della baita,
come sfogliando stelle alpine,
ti domandavo cieca l'eco che
spariva tra i sussurri delle dita.
Noi che volevamo stelle
d'oro da infilare all'anulare
per non sparire d'albe o
contro l'orizzonte che fumava,
stufi di angolazioni verticali
per misurare la diagonale al cielo
e di rincorrere con gli occhi
le rapide scintille della notte
fingemmo di tenere bene a
mente il battito del cuore della
vita, che sopra l'erba - voglio
e negli stagni alpini gracidava.
C'erano spie appostate al freddo
dei nevai, con gli occhi accesi
e con le braccia lunghe ai fianchi.
Ci stavano a guardare con clemenza.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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B
Benito Ciarlo14 novembre 2008
Intrigante, onirica, romantica con un ché di Fellini e Dalì . Conquista, coinvolge e lascia serenità. La clemenza consola anche noi che leggiamo.
mp47pasquino14 novembre 2008
Buoni spunti, trovo alcune locuzioni per me vecchietto, di notevole impatto descrittivo, ma a me risultano un po forzose da digerire, più in generale discreta opera.
