Sotto la maschera
cambiamo pelle,
soffriamo nel perdere maschera
dopo maschera.
sotto l'ultima c'è il vuoto
che tanto ci spaventa
e con molta cura
lo ricopriamo di apparenza.
restiamo in superficie
evitando ogni profondità
e pur di non ascoltare
il silenzio che è in noi,
lo riempiamo con qualsiasi rumore
che il caso ci detti.
occupiamo il tempo,
che abbiamo libero da lavori alienanti,
con qualcosa che non faccia troppo riflettere
o applicare la mente.
trovandoci davanti
alle interruzioni pubblicitarie
ci chiediamo chi siamo
e che fine abbia fatto la nostra vita.
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Commenti (2)
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Giulia Aurora14 novembre 2008
quante verità profonde in queste righe faremo di tutto per non farci le domande vere reali schiavi oramai di maschere e rumori che non ci avvicinano al profondo dell'anima
Mirella Crapanzano14 novembre 2008
... ci chiediamo chi siamo e che fine abbia fatto la nostra vita... una poesia vera e profonda, chissà perché abbiamo paura di andare fino in fondo, forse perché potremmo scoprire il vuoto, di una esistenza vana, senza uno scopo, senza un'ideale, senza qualcosa che ci faccia dire, a fine giornata, sì, oggi io ho imparato qualcosa, oggi ho vissuto! Bellissima poesia.

