Verrà l'inverno nei tuoi occhi

La foglia bloccò il vento.
E sul vetro, la sua bocca,
non smetteva di soffiare.
Per disegnarci con le dita
orme di piedi di bambini
ci costruiva condensa bruna.
Per me era un padre, ed io
una figlia innamorata, una
bambina tascabile di gomma.
Lui mi stringeva un po',
un po' mi colorava il viso
del vibrante splendore dei
suoi occhi di brughiera.
Mi condannava all'asilo
in terra straniera, tra le
sue dita inglesi come un
portafortuna, pregandomi
addosso, e sottovoce, le
bianche notte alla rinfusa.
Sarò triste, sai, quando
i tuoi occhi ingialliranno,
mi sentirò sola e perduta.
Sarò una foglia, bloccherò
il vento coi miei fianchi.
E tu sul vetro, fermo,
come un fiocco di neve,
ti scioglierai in pianto.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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S
Sabrina Balbinetti16 novembre 2008
profondamente sentita, la paura di crescere e perdere la paterna mano che ci guida... bellissima!
Cuccu Anna Maria17 novembre 2008
Paura di perdere il padre che la faceva sentire protetta fin da bambina e che la sua futura perdita lo farà sciogliere in pianto. Piaciuta.
