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Introspezione 18 novembre 2008 · lettura 1 min · 1262 letture

La scala

Fabrizio Sgandurra 25 poesie pubblicate
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la scala ecco ecce homo in testa un cappello e i passi stanchi sempre mi gratto in continuazione la scala che porta alla morte la salgo ogni giorno ma dal macellaio non trovo che uomini nudi avvolti in carta carta che si macchia di sangue appeso ad un gancio la vacca attende sacrificio umano l'uomo ha fame sempre di più mangeremo il mondo compreso l'universo insaziabili esseri immondi noi
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L'autore
Fabrizio Sgandurra

Infermiere ...Ho cominciato a scrivere poesie dalla fine degli anni 80 e con l'avvento del web ho scritto per svago e passione personale..Sono un NON POETA..scrivo NON POESIE

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Commenti (3)

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Zima18 novembre 2008

il testo proposto è messo tra le poesie introspettive, forse perché si dipana da pensieri fatti durante il solito tragitto a piedi? io la trovo una riflessione molto profonda che si serve della metafora della carne al macello... siamo davvero solo capi al matattoio da servire in pasto alla nostra ingordigia? mi son chiesta se non siano stati fatti recenti di cronaca ad ispirare l'autore e la trovo una cosa possibile. avrei tanto da dire... per ora, dico solo che mi ah collpito molto nelle sue immagini crude, vive, quasi esterne...

M
Marian18 novembre 2008

Linguaggio crudo, quasi un pugno allo stomaco, realtà adombrata da metafore efficaci; carne da macello è diventata quella degli esseri umani, da sacrificare sull'altare dell'interesse e del potere; carne da macello che vale meno di quella degli animali, per i quali si lotta al fine di salvaguardarne i diritti. Apprezzata

B
Benito Ciarlo19 novembre 2008

Condivido le osservazioni e gli apprezzamenti del linguaggio espresse nelle note di chi mi ha preceduto. Osservo che per quanto assurda alla prima lettura quella ripetizione (ecco ecce) è invece molto funzionale all'introduzione del concetto ecco l'uomo da sacrificare (ecco (l') Ecce Homo) sull'altare di questo dirompente cannibalismo che sfugge ai più.