Concerto

Ruppe l'incanto già la prima nota
che, nel silenzio ch'era in partitura,
doveva preannunciare il lieto evento.
Stonava il corno inglese,
dava fastidio all'anima
quel suo arrancare corto e sottotono.
Mahler fu crocifisso dall'ignavia
d'un orchestrale sordo,
fu massacrato gratis
da quel bifolco senza museruola!
Sorridesti al mio urlare:
eppure detestavi il minimo rumore.
Ma quella volta anche tu fosti pronto
a vendicar coi "basta!" quelle note stridenti.
E i fischi disperati per quella Resurrezione
da interrompere furono condivisi e amplificati.
Nell'osteria più prossima al teatro
inzuppammo nel vino
la nostra delusione
e i due biglietti senza più valore
ma cari quanto un giorno di digiuno.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (1)
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Antonella Borghini Anto Bee19 novembre 2008
interessantissima rievocazione spazio temporale ci porta dritti dritti a rivivere un'emozione quasi reale. Leggendola immediatamente si aprono visioni, e la lettura diventa animata. Sembra di sentire il corno stonato e persino l'odore del vino, dove annegare la delusione. Molto piaciuta.
