Patù
Dal Pathos al pato
dei Messapi eredi,
con un po' di Roma antica
che nel sangue ribolle.
Il suo popolo respira
ebrezza di mare
dall'antica Leuca vicina
e il rosso fuoco della terra
emana calore che rinnova.
Vivono alla luce del sole,
loro non erano, non saranno, né sono
loro ci sono, esistono,
profumano di rose
emigrano come api,
gridano quell'urlo cieco
dalla Vereto madre
lo scrivono
con le poche nubi nel cielo
siamo vivi e vivremo!
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L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (1)
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Paolo Ursaia21 novembre 2008
Particolare... versi ed assonanze, musicalità e pensieri. Piaciuta
