L'Estate di Novembre
Francesco Pozzato
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Vento, nuvole, sole. Già Novembre: eppur sembra estate.
Senti il mite calore che sì la fredda brezza avvolge.
Pensi e spesso ripensi ché'l tempo par esser sospeso
come l'equilibrista che lento cammina sul filo
e di qua v'è l'estate e di là regna il bianco inverno.
E questo il cor solleva: le feste, le lunghe ore, i canti
della stagion passata ti solleticano la mente.
Ma quell'albero scuro di là di quella strada scura
t'apre gli occhi assonnati: se non inverno, è già autunno.
Gialle scorgi le foglie, quali appese, quali cadute.
La madre lascia i figli: già la linfa che allor scorreva
placida è raggelata, la linfa che allor donò vita.
E cadono le foglie. Le foglie cadono, morenti.
E l'erba allor sì verde nel profondo abbraccio materno
della fertile terra, nel dominio della rugiada
e del cocente freddo con fatica s'erge ormai china.
Il fruscio del vento s'inasprisce, s'incattivisce:
ei colpisce, rovescia, tortura, sradica e sopprime.
Ma, nel perir totale, v'è chi non sprofonda: l'abete!
Forte il tronco e possente, robuste le radici in terra,
ei s'alza maestoso, ferma l'omicidio del vento.
Ei con ringhio di tuono sbarra l'acuto infido canto
e senza timor vive: con lui, gli aghi e il mio spirto.
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L'autore
Francesco Pozzato
Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa
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