La Saga della Strega - Il testamento di mia Madre

Starai seduta, sulle mie ginocchia,
ed io ti cercherò le stelle da contare
quando le nuvole, coprendo il cielo,
ti calano un sipario sugli occhi.
Vedrai, bambina mia, imparerai
la lingua delle fragole di bosco
e presto non avrai più bolle di
ortica impresse a fuoco sulle dita.
Smetti di piangere, il pianto è
un male antico che dissipa il fuoco
che ti cresce tra le palpebre e
segna i solchi della prima ruga.
Sorridi, invece, la mezzaluna che
illumina il mondo, persino il sole,
nella notte, si cerca un posto per
dormire, stai tra le mie braccia.
Vedrai, bambina mia, imparerai
che siamo immensi se parliamo ad
alta voce, eppure piccolissimi
a far discorsi con le dita.
E quando è inverno, al caldo dei
camini, attorcigliati come gatti per
freddo o per paura, torniamo tutti
a piangerci nel grembo mari di sale.
Starai seduta, sulle mie ginocchia,
ed io raccoglierò i singhiozzi e li
conserverò in bottiglia, per liberarli
nella notte, quando c'è vento tra i boschi.
Vedrai, bambina mia, imparerai
che siamo immensi se parliamo ad
alta voce, eppure microscopici
quando ci piove silenzio dagli occhi.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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M
Mariasilvia24 novembre 2008
Una lettura mozzafiato ossia si legge tutta assaporando ogni parola, dove gli insegnamenti sono sereni semplici e commoventi.